La mountain bike permette di raggiungere dei posti dove in bici da corsa non si può arrivare; strade bianche e sentieri non sono ostacoli insuperabili. Andar per malghe non richiede particolare tecnica di guida, servono soltanto gambe più o meno allenate e soprattutto voglia di conoscere e visitare luoghi lontani dalle classiche mete. Questa sorta di cicloescursionismo detto, in gergo mtb, “all mountain”, ci ha condotto questa volta nelle prealpi Giulie, a risalire le pendici del monte Quarnan prima e del massiccio del Plauris, poi. Abbiamo potuto visitare in una sola giornata le malghe Quarnan, sopra Gemona del Friuli e le malghe Ungarina e Confin a monte dell'abitato di Venzone. Sotto l'aspetto prettamente ciclistico/prestazionale, possiamo dire che la prima ascesa alla malga Quarnan è uno scherzo di fronte alla durissima salita alle malghe Ungarina e Confin! Anche il paesaggio è apparso diverso: nel bosco la salita alla nostra prima meta, mentre la seconda ad alta quota si apriva su vasti pascoli a solatio.

Da Ospedaletto di Gemona, punto di partenza, pedaliamo in direzione sud fino a risalire il centro di Gemona, poco prima della piazzetta, saliamo a sinistra seguendo le indicazioni per malga Quarnan. Le pendenze si attestano intorno al 6-7% e si manterranno costanti fino quasi all'arrivo. Lasciamo le ultime case e ci addentriamo nel bosco su una stretta strada asfaltata infarcita di tornanti. A quota 600 metri lasciamo sulla sinistra la cementata che sale a sella Foredor, dalla quale scendono le acque del Rio Vegliato. Saliiamo incrociando i sentieri che conducono in cima al monte Quarnan e alla sua Cappella dedicata al Redentore, ben visibile dalla pianura friulana. I tornanti si susseguono e saliamo gradevolmente protetti dall'ombra del bosco. In breve siamo in uno slargo prativo su cui sorgono alcuni stavoli sempre ben curati. A quota 967 metri l'asfalto termina e la nostra pedalata prosegue su una carrareccia dal fondo un po' sconnesso. Ad un bivio seguiamo ancora la tabella che ci conduce alla vista di malga QuarnanMalga Quarnan. Qui, oltre alla produzione casearia, è attivo un accogliente agriturismo dove Sara e Pietro sapranno offrirvi un ottimo ristoro, con la possibilità di pernottamento. Già di per sé questa è una meta appagante, ma il nostro secondo obiettivo di giornata incombe ed è ora di ridiscendere. Per la stessa strada siamo di nuovo a Gemona, prendiamo per breve tratto la Statale ed in pochi chilometri raggiungiamo Venzone. Poco oltre il centro, saliamo a destra verso borgo Sottomonte. La strada è asfaltata e si inerpica lungo il torrente Venzonassa, le cui acque fanno sentire il loro forte scrosciare. Le pendenze si fanno subito aspre fino ad una contropendenza che ci conduce all' unica umida galleria. All'uscita l'asfalto finisce per lasciare spazio ad una carreggiabile ghiaiosa. I tratti più ripidi (ce ne saranno molti) presentano un fondo cementato; siamo a quota 760 quando lasciamo sulla destra borgo Prabunello, piccolo nucleo di case restaurate ed abitate solo in estate. Nonostante la tremenda fatica, preferiamo la “due ruote” all'auto: i tornanti sono strettissimi e terribilmente ripidi, pertanto rinunciamo volentieri a questa esperienza di guida estrema... Dopo aver incrociato il bivio con la bianca che conduce a forcella Tacia, entriamo nel “Livinal di Confin”, qui le pendenze si incattiviscono ulteriormente, superando abbondantemente il 10%. Finalmente ai 1100 metri usciamo dal bosco e vediamo in alto la La strada appena percorsatraccia che seguiremo verso le malghe. Da lontano intravediamo la verde copertura della malga Confin, prima però prendiamo la breve deviazione che a sinistra ci porta in 5 minuti a casera Casera UngarinaUngarina (a 1296 metri): vero belvedere sulla valle del Tagliamento. Ritornati al bivio, pochi minuti ci dividono dalla meta principale. Giunti a malga Confin (a metri 1331), dopo una faticaccia di 13 chilometri, possiamo finalmente godere di un po' di meritato relax. Un'ottima cucina, così come i prodotti caseari, saranno il premio per l'impresa odierna. La simpatia e la familiarità dei gestori ci farà passare dei bei momenti. Trascorrere la notte qui sarà un'esperienza indimenticabile: oltre alle numerose escursioni sulle vicine cime, sarà possibile assistere alla trasformazione in loco del formaggio e riposarsi nella tranquillità di questi luoghi, così pacifici. Malga ConfinLo scampanìo delle mucche al pascolo saranno gli unici gradevoli rumori, lo scandire delle ore è dato dalle attività giornaliere concesse dalla luce del sole. Interni di malga ConfinA malincuore inforchiamo la nostra bicicletta per riportarci a valle, la discesa è ancora lunga! Giunti a Venzone, in pochi minuti ritorniamo al punto di partenza.

Abbiamo salito oggi un dislivello di 2300 metri, suddiviso in circa 65 chilometri. Ovviamente si può scegliere di raggiungere le malghe in due giornate diverse oppure, ancor meglio, di pernottare in quota e godere di un tramonto da cartolina... Sarà comunque un'esperienza indimenticabile!