Per i pedalatori più assidui, quello che proponiamo è un giro diventato ormai un classico, da poter percorrere per buona parte dell'anno.

Partiamo da Manzano pedalando fino a Loch di Pulfero da cui, dopo lunga ascesa, raggiungiamo Montefosca. Da qui scendiamo al Pian di Fraccadicce, saliamo a Bocchetta Sant'Antonio per ridiscendere a Canal di Grivò. I più allenati poi potranno compiere l'ascesa verso Valle di Soffumbergo ed il vicino borgo di Pedrosa. Scesi a Campeglio, si tornerà al punto di partenza dopo una novantina di chilometri, conditi da un dislivello di circa 1600 metri.

Lasciata la (ex?) “Capitale della Sedia”, pedaliamo verso Cividale cercando di evitare la trafficata provinciale. Giunti nella città ducale, prendiamo per Purgessimo e in breve siamo a Ponte San Quirino da cui si dipartono le varie diramazioni verso le valli. Ci indirizziamo verso l'ex valico confinario di Stupizza, che però non toccheremo. Infatti, poco dopo Pulfero, seguiamo a sinistra le indicazioni per Montefosca.

L'arrivo a Calla

Oltrepassato il ponte sul Natisone a Loch, da Podvarschis inizia la prima parte della salita che ci condurrà a Montefosca, che avrà il suo culmine nello scollinamento di Calla.

La strada sale subito ripida con alcuni stretti tornanti che in breve ci faranno guadagnare quota. Il bosco ci da un minimo riparo dal caldo dell'estate, ma ci sarà comunque da sudare. Dopo alcuni chilometri raggiungiamo la località di Erbezzo; la strada spiana un po' e ne approfittiamo per guardarci un po' intorno. Alla fine del paese si risale ed in breve siamo a Zapatocco, altra piccola graziosa borgata delle Valli del Natisone. Siamo al quarto dei sette chilometri di questa prima fase: la pendenza fin qui è stata sopportabile. Ora la pendenza si incattivisce e per due chilometri, fino al bivio per Goregnavas, raggiunge il 10%. Le ultime fatiche ci portano a Calla, dal cui belvedere possiamo spaziare lo sguardo alla pianura friulana. Un duro tornante ed una breve china ci portano alla Cappelletta votiva dove scolliniamo. Una breve deviazione a destra ci consente di visitare la Chiesetta di Sant'Andrea, riferimento religioso dei valligiani. Ora una leggera discesa ci permette di arrivare a Montefosca.


Pian di Fraccadicce

Numerose sono le abitazioni disabitate in paese, segno di una fervida attività pascoliva andata progressivamente in abbandono. Oltrepassata la piazza, dopo un'ampia curva, la salita riprende rabbiosa. Un paio di ripidi tornanti ci portano a quota 850 metri, punto più alto dell'uscita. Con cautela scendiamo verso Pian di Fraccadicce, lungo una stretta rotabile dal fondo dissestato. All'agriturismo Zaro c'è la possibilità di ristoro: percorsi didattici inoltre spiegano la storia del luogo.

 

 

 

Bocchetta Sant'Antonio

La tranquillità del posto ci distrae dalla fatica della breve erta che conduce a Bocchetta Sant'Antonio.

Una sosta è d'obbligo: la vista spazia a 360 gradi e nelle giornate più terse si potrà vedere il mare... Al vicino crocevia prendiamo la strada in discesa che cala verso Faedis. Le curve sono numerose e molto tecniche, sarà bene non farsi prendere troppo la mano...

 

 

 

 

 

 

 

Panorama dalla Bocchetta

Giunti a Canal di Grivò, svoltiamo subito a sinistra e risaliamo verso l'ultima asperità di giornata. La salita inizia subito dopo il paese e la sua pendenza è molto costante. Fiancheggiamo le recinzioni di una cava piuttosto estesa, mentre il fondo stradale si fa dissestato.

Il borgo di PedrosaGiunti all'abitato di Valle, un ultimo sforzo ci permette di raggiungere la borgata di Pedrosa, che si presenta mostrandoci un grosso ripetitore di pessimo impatto ambientale! Il piccolo nucleo abitato però merita una visita. Scendiamo di nuovo al bivio esvoltiamo a sinistra. La discesa anche qui è piuttosto tecnica, la strada però è abbastanza larga e in breve scende a Campeglio. Allo Stop svoltiamo a sinistra e raggiungiamo Cividale. Da Premariacco proseguiamo dritti in direzione Buttrio ed in pochi chilometri siamo di nuovo a Manzano.

Luoghi come quelli che oggi abbiamo visitato, ci permettono di vivere una pedalata di grande serenità. Posti solitari immersi nella natura e nel silenzio, rotto soltanto dal rotolare delle nostre ruote sull'asfalto. Questo è senz'altro un giro alla portata di ciclisti mediamente preparati che vogliono passare una mezza giornata nel verde dei nostri boschi più belli.