Il gruppoPoteva mancare una rappresentanza del glorioso Pedale Manzanese alla Granfondo più dura d'Europa? Certo che no! Una manciata di nostri valorosi corridori ha partecipato alla “Granfondo Sportful” che si è disputata domenica scorsa fra i passi dolomitici regalando scorci ed emozioni indimenticabili. Partiti al sabato alla volta di Feltre, i nostri Cristian Sattolo, Gianfranco Beltrame, Luca Ottaviano, Gianni Beltrame e Luca Pellizzari si sono subito imbattuti nella prima “salita” del weekend: lo strappo di un manicotto! -“Beh, si userà la mantellina”-, direte voi. Il problema è che il manicotto in questione era quello dell'auto di Luca!

E così in un afoso sabato pomeriggio è iniziata la “Via Crucis” alla ricerca di un meccanico di fortuna, che in tarda sera ha avuto il successo sperato. Dopo il ritiro dei pacchi gara ed un giro fra gli stands, una abbondante cena ha dato coraggio ai nostri atleti per la massacrante corsa dell'indomani.

 

Alla partenzaPartiti in fondo all'ultima griglia come di consuetudine, più o meno compatti i ragazzi provavano a risalire il plotone fra continui saliscendi che gli “indigeni” chiamano pianura (?), in attesa della prima vera salita. Dal lago Mis dopo una decina di chilometri si scollinava a forcella Franche dov'era posto il bivio dei due percorsi. Il cartello del lungo segnava “meno 167km” all'arrivo! Tra chi si faceva il Segno della Croce, chi addirittura si fermava per decidere, i nostri eroi svoltavano decisi a destra verso la gloria, la loro lunga cavalcata sui 217 chilometri della Sportful! Luca Ottaviano, pur sentendo le gambe indurite, se ne andava verso i 1600 metri della ripida erta del passo Duran, salendo con buona andatura. Gli altri predicando prudenza, tentavano di risparmiare energie procedendo con ritmo controllato, mancava ancora una vita! Passo Staulanza appesantiva ancor di più le gambe dei ciclisti, la terza era fatta ma forse aveva lasciato il segno e siamo appena a metà strada. Gianni messo alle strette dal gran caldo e dalla fatica veniva “scortato” dal generoso Gianfranco verso il passo Valles (cima Coppi a 2035 metri), i morsi dei crampi gli bloccavano le gambe e di lì a poco anche Cristian ha cominciato a vedere le “streghe”, colto da un calo di energie. Una discesa tecnica e di nuovo col naso all'insù; era la volta del passo Rolle, paesaggi mozzafiato si aprivano davanti mentre dei “due Luca” si erano perse le tracce, la loro corsa procedeva benone! Lunga discesa verso fondovalle: Gianfranco davanti sembra colto da un crampo e stacca il piede dal pedale. Guardiamo meglio e la triste sorpresa mostra la rottura del pedale, una grana rara tanto da non riuscire a trovare aiuto dall'assistenza. Un mesto ritiro prima dell'ultima salita, quando le gambe per lui giravano ancora piuttosto bene; un vero peccato! Sulla carta l'erta di Croce d'Aune sembrava abbordabile ma gli ultimi chilometri parevano quasi “Zoncolaniani” ai ciclisti fiaccati da un incredibile dislivello che alla fine sarà di ben 5300 metri!

Cristian e LucaUn tratto di pianura e il cartello dei “meno sei” sembrava quasi un lontano miraggio, continuando per inerzia si giungeva finalmente a Feltre dove un'ultima sadica rampa in pavè portava sotto lo striscione: arrivare in fondo è stata davvero un'impresa titanica! Luca Ottaviano ancora una volta è stato il migliore dei nostri giungendo in 9 ore e 30 minuti al 351° posto su oltre 1400 finisseurs. Le lunghe distanze per lui sono diventate amiche ed è bello vederlo pedalare quasi senza far fatica. Un'altra piacevole sorpresa è venuta da Luca Pellizzari che mai in vita sua aveva fatto un “over 200”: concludendo in poco più di 10 ore, era molto felice della sua prova confidandoci di aver appena sofferto un po' di crampi. Poco più indietro Cristian, che si è ben ripreso sull'ultima salita, finendo con un buon passo. Di lì a poco anche Gianni ragguingeva gli altri, abbastanza distrutto ma raggiante per essere riuscito ad affrontare con successo un “mostro” del genere.

Yuri Chechi fra gli stands

 

Un weekend che i nostri ragazzi non dimenticheranno facilmente, emozioni e fatica non sono mancati. Pregevole da parte dell'organizzazione l'illuminazione provvisoria con generatori di alcune gallerie mentre la nota dolente è stato il traffico veicolare aperto sui passi dolomitici: i ciclisti in gara hanno davvero diritto a maggiore sicurezza.

Dopo aver smaltito la stanchezza già si sta pensando ad una nuova avventura, sarà la Granfondo Pinarello di metà luglio? Intanto si continua a pedalare...

 

 

Pika